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venerdì 19 agosto 2016

Vietare il burkini in spiaggia?

L'articolo 3 della mia Costituzione afferma:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (…)

Sono contro il divieto di indossare il burkini in spiaggia.
Lo sono perché non mi è dato sapere se quella donna lo indossa per sua libera scelta e il mio divieto sarebbe contro la sua libertà di decidere e scegliere cosa indossare.


Lo sono perché non mi è dato sapere se quella donna lo indossa perché la sua religione lo richiede e il mio divieto sarebbe contro la sua libertà di culto.

Lo sono perché non mi risulta che indossare il burkini sia contrario al cosiddetto buon costume e perché nessuna legge italiana vieta a me, o chiunque altro, di accedere ad una spiaggia e di fare il bagno, in mare o lago, vestita.


Ed infine, lo sono perché non mi è dato sapere se quella donna lo indossa perché è un uomo ad obbligarla... MA è certo che il mio divieto le toglierebbe anche quella piccola libertà di poter fare il bagno e nuotare, libera dagli abiti che normalmente indossa e sarebbe una ulteriore violenza procurata da me che mi batto anche per la sua libertà di scelta e sperando che un giorno trovi la forza di ribellarsi a quella imposizione e molte altre inflittale in nome di una religione che forse nemmeno lo richiede.
 
Sinceramente preferisco vedere queste donne che fanno il bagno e nuotano liberamente con un burkini, un costume studiato per queste attività,
 
 
 
 
 
 
 
 
anziché con un abito inzuppato d'acqua, diventato un pesante macigno  pericoloso per lo loro stessa vita.

 

 
 
 

martedì 17 dicembre 2013

IV° Doveri delle spose - A.D. 1895

AVVISO:
Le parole scritte e sottolineate in verde NON sono collegamenti da me inseriti e/o approvati, sono impossibilitata a rimuoverli in quanto automatici del sistema.
NON sono quindi responsabile e nulla è a me imputabile per eventuale danno dovuto all'averci cliccato sopra.
A me, purtroppo, rimane solo il dover subire la prepotenza di ritrovarmi con  pubblicità sul blog NON richieste e NON desiderate!!!
Mi scuso con gli amici e gli utenti che mi leggono.
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Ieri una persona mi ha fatto recapitare questo:

E questa è la mia risposta.
 
Buon giorno caro signor Xxxxxxxxx, nonché signor xxxxxxx.
Mi permetta una doverosa premessa: prenda del tempo per leggere fino in fondo questa mia risposta perché non sarà breve né sintetica.
 
Come da sua richiesta, ieri sera Xxxxx mi ha dato copia del testo “i doveri delle spose”, in quel momento non potevo leggere tutto ma alla visione della prima frase ho detto... ok! so già cosa rispondere.
Poi, arrivata a casa, mi sono fatta cento domande: perché farmi avere un simile testo?

Mi si vuol forse spiegare che la donna DOVREBBE comportarsi così? O forse... farmi vedere come la donna veniva ingiustamente trattata? O forse è solo informazione sullo stato della donna visto che di problematiche femminili mi occupo? MAH!?!?!?!?!?

Era evidente che fosse qualcosa di parziale... ma... cosa riportava il resto del foglio? Quale era il contesto della sua pubblicazione? Di cosa parlava l'eventuale articolo correlato?


Non avevo tutte queste informazioni e così, come mia abitudine, ho cercato di saperne di più perché prima di dare qualsiasi risposta su ciò che non conosco, a chiunque e su qualunque tema, cerco di documentarmi e così ho fatto. Come vedrà difficilmente mi accontento di ciò che mi raccontano prendendolo come oro colato... a prescindere.
Se mi ha inviato questo foglio senza conoscerne le origini, ma spero vivamente non sia così, la aggiorno...
Ovviamente trovando su internet gli articolo su questo pezzo ho cercato conferme sulla autenticità della storia e del documento direttamente alla fonte: la proprietaria del Ristorante Baroni, una gentilissima signora che tra l'altro mi ha invitata ad andare a trovarla ed in quella occasione mi regalerà una copia completa dell'originale.

Questo testo, che sembrerebbe essere tratto da una vecchia pagina della rivista Famiglia Cristiana, è invece parte di un vecchio manifesto ecclesiastico, stampato in occasione di una predicazione dedicata alla famiglia e tenuta dal 29 giugno al 7 luglio del 1895 nella parrocchia di Fellicarolo, in provincia di Modena. Il manifesto fu ritrovato oltre una ventina di ani fa dai signori Corsini in occasione dei lavori di restauro del cascinale Casa Baroni.
Oltre ai doveri delle spose, il manifesto riporta anche:

I      Doveri dei capi di casa


II     Doveri dei figli e dei dipendenti

III   DOVERI DEI MARITI

IV    Doveri delle spose

V     Doveri dei padri

VI    Doveri delle madri

VII   Doveri dei giovani

VIII  Doveri delle giovani

nonché i motti:
Fuggi dal male - Opera il bene

Innanzitutto mi piacerebbe tantissimo poter leggere il resto degli articoli prima di rispondere ma la mia gita in quel di Fellicarolo è necessariamente rinviata alla bella stagione così mi limito a copiare qui solo l'articolo relativo ai DOVERI DEI MARITI. Pur se, in questo elenco vi sono alcune regole per certi versi di buon senso e rispetto verso la Donna in quanto persona, traspare l'imperante maschilismo supponenza ed ostentata elargizione verso la donna da parte della chiesa di quel tempo... ma decisamente non ancora profondamente cambiata (punti 6-7-9-)
  1. Amare la consorte come Cristo amò la Chiesa.
  2. Serbare la fedeltà giurata nel matrimonio cristiano.
  3. Non disgustare in nessuna guisa la sposa.
  4. Non disprezzarla perché compagna, anzi «aiuto dell'uomo».
  5. Amarla come noi stessi.
  6. Soffrirla con tutta pazienza.
  7. Aiutarla con somma carità.
  8. Non maltrattarla né con gli atti né colle parole.
  9. Correggerla con buone maniere.
  10. Ascoltare anche i suoi suggerimenti.
  11. Non nascondere gli interessi della famiglia alla sposa; perché essa pure n'è amministratrice in mancanza dello sposo.
  12. lontani dalla casa ricordarsi della sposa e dei figli.
  13. dar buon esempio.
Tutto ciò doverosamente premesso ecco la mia risposta.
Purtroppo anche lei come la massa di internettiani e della stampa in genere, mi ha girato solo ciò che faceva comodo a sostenere un argomento a lei caro anche se ben più ampio e collocabile in un tempo lontano...118 anni fa... solo per dirmi: Ecco, questo è il modo in cui dovrebbero comportarsi le donne o, meglio ancora, come io intendo si dovrebbero comportare le donne?


Signor Xxxxxxxxx, nonché signor xxxxxxx, sperando di aver mal interpretato il suo gesto, sperando lo abbia fatto ben conoscendone la provenienza ed il contesto, sperando sia stata una delle tante sue boutade... ma dubitandone allo stesso tempo, casca veramente male proponendomi questo testo monco del resto.


Dalle poche discussioni avute con lei sul tema Donna non è difficile capire come la penso e quindi... cosa le rispondo?

NON HO RISPOSTE E NEMMENO PAROLE

Cordiali saluti signor Xxxxxxxxx... nonché signor xxxxxxx....


Ernesta Del Sarto





sabato 19 gennaio 2013

Parità di genere?


Ieri, venerdì 18 gennaio 2013, lezione su “Linguaggio e genere”.
Per carità, per molte donne ed uomini sarà un tema interessante ed anche prioritario ma tre ore (due a causa del ritardo ferroviario della docente) a disquisire su avvocato-avvocata, assessora-assessore e via dicendo sono state forse le più pesanti dell'intero corso Donne Politca e Istituzioni... almeno per me. 
Il tema negli anni ha impegnato anche la Commissione nazionale per le pari opportunità, presieduta dal 1989 dall'On. Tina Anselmi, producendo la relazione “Il sessismo nella lingua italiana”, 114 pagine su come e perché declinare grammaticalmente al femminile, femminilizzare, le definizioni di professioni titoli accademici ed onorificenze.
La lezione arrivava dopo una nottata a leggere il suddetto testo trovato per caso in rete e che sinceramente non condivido se non come pura ricerca filosofica-sociologica.
Ad un certo punto della relazione leggo: "Il maschile neutro occulta la presenza delle donne così come ne occulta l'assenza”... “Il desiderio, non sempre conscio di dar risalto al diverso livello della carica, è forse spesso il motivo che induce molte donne nei gradi più alti a preferire il titolo maschile. In questo caso strettamente connesso al sesso maschile, è il più autentico detentore di prestigio e potere e che la donna, se vuole salire di grado, ad esso si deve adeguare.”
Ma davvero ad una donna arrivata ad occupare quella poltrona tipicamente e storicamente maschile con tanto impegno e sacrificio interessa essere chiamata Magistrata, Avvocata, Assessora, Sindaca? O non interessa forse di più, dandole grande soddisfazione e riconoscimento, l'esserci arrivata dopo un confronto alla pari con un collega uomo?

È pur vero che alcune carriere, ad esempio quella diplomatica e nella magistratura, sono state aperte alle donne solo nel 1963 ma trovo che ci sia ancora tanto da fare perché molte posizioni non siano più dominio incontrastato degli uomini prima di perdere tanto tempo a bisticciare sulle definizioni femminilizzate... e poi... scusate... ma che importanza ha se sulla porta c'è scritto Avvocato o Avvocata, Ingegnera o Ingegnere, Assessore o Assessora quando dietro la scrivania troviamo una Persona professionalmente preparata indipendentemente dal fatto che sia donna o uomo (o uomo - donna)?
Per contro.
Se devo fare un impianto elettrico chiamo l'elettricista... dovrei aspettarmi forse di veder arrivare una donna? Cambiamo nome anche a questo professionista? E come lo chiamiamo... elettricisto? Se parità ci deve essere che sia allora anche in senso inverso... o no?
Se sono un datore di lavoro ed ho bisogno di una persona addetta alle saldature cercherò qualcuno con la qualifica di saldatore ma se mi si presenta una donna dovrò inquadrarla come saldatrice anche se questo termine è il nome della macchina che dovrà usare?
Ed infine la chicca delle definizioni Uomo Donna riportate da dizionari che mostrano la misura di quanto ci sia ancora da fare sul tema della Pari opportunità tra uomo e donna e quanto ancora di più sulla mentalità del genere umano.

1) LESSICO UNIVERSALE ITALIANO (edito dall’istituto dell’Enciclopedia Italiana):

Donna: La femmina dell’uomo.
Esempi: ≪una bella donna≫; ≪una donna giovane e piacente≫; ≪una donna di spirito≫; ≪emancipazione della donna≫; ≪i diritti delle donne≫; ≪malattie di donne≫; ≪ lavori da donne≫.
Uomo: (signif. 2): Designazione dell’individuo di sesso maschile, in contrapposizione espressa o tacita a donna.
Esempi: ≪Dio creò la donna dalla costola dell'uomo ≫ ; ≪le lacrime non sono da uomini, ma da donnicciole≫.

2) DIZIONARIO DEI SINONIMI E DEI CONTRARI di Aldo Gabrielli – ristampa 1981:
 
Donna: femmina (dell’uomo) / figlia d’Eva, costola d'Adamo / moglie, consorte, sposa, fidanzata, compagna, amante, druda / padrona, signora, gentildonna, matrona,madama, dama, madonna (at.) / serva, domestica, fantesca / (nei giochi) regina /bel sesso, gentil sesso, sesso debole, secondo sesso;

Uomo: creatura di Dio, persona, creatura intelligente, cristiano , essere umano, figlio di Adamo, figlio d’Eva, mortale, maschio, cittadino, soldato, guerriero / marito, sesso forte, viro / prossimo, genere umano, mortali / specie umana / adulto

giovedì 24 maggio 2012

La politica delle Donne

... non voglio fare politica, non mi interessa la politica, se si parla di politica io non ci vengo, io di politica non ne capisco niente! Frasi di questo tipo fanno parte del vocabolario di tante persone ma soprattutto di quello delle donne.Perché? perché noi donne vogliamo starne fuori, quando siamo le prime ad applicare la politica, lo facciamo in ogni momento, da quando ci alziamo a quando andiamo a dormire.
Ho trovato questa definizione della parola “politica”
POLITICA: la politica è quell’attività umana, che si esplica in una collettività, il cui fine ultimo – da attuarsi mediante la conquista e il mantenimento del potere – è incidere sulla distribuzione delle risorse materiali e immateriali.
Pensiamoci un attimo... questa definizione non fa pensare alla gestione di una famiglia?
“fare” politica non è da tutti... è vero... ma è altrettanto vero che questo vale anche per gli uomini...
“fare” politica non è solo tenere discorsi o conferenze su grandi temi, non è candidarsi alle elezioni, o sedere in Parlamento o in un consiglio comunale;
"fare" politica è pensare, cercare soluzioni, metterle in pratica... e non è quello che facciamo tutti i giorni noi donne? e allora perché non parlarne, perché ci nascondiamo, perché non diciamo e facciamo sentire il nostro pensiero ed agiamo in questo senso anche al di fuori della cerchia ristretta della famiglia e degli amici.

Proviamo a guardare dentro una famiglia... chi fa quadrare il bilancio, chi gestisce il lavoro l'istruzione la cultura, la salute, il sociale, le regole... la donna, spesso senza l'autonomia di gestione del portafoglio... e guai se sgarra... ne va della stabilità della famiglia-stato al completo!
In ogni famiglia esiste un Presidente un sindaco... ma il Presidente del Consiglio, il ministro di tutti i ministeri l'Assessore con tutte le deleghe è una donna... è la Donna.
Dobbiamo uscire dal buco, dalle quattro mura di casa, dobbiamo “fare” politica cominciando a dire quel che pensiamo si possa fare mettendolo in pratica.
Sento donne che con tanta semplicità esprimono idee proposte, hanno visioni diverse su come si potrebbero affrontare determinati problemi... non hanno soluzioni definitive... questo no ma sicuramente punti di vista che potrebbero essere sviluppati... ma se questi ragionamenti continuiamo a farli tra di noi rimangono lì... fermi...
Perché rifiutiamo di entrare in un gruppo se questo si occuperà “anche” di politica... chi ha detto che dobbiamo affrontare “solo” temi che siano al di fuori della politica pubblica, potremo fare e dire stupidaggini ma di questo non abbiamo l'esclusiva e lo vediamo per come vanno le cose.

In politica, quella che vediamo, le donne sono poche ma nella vita di tutti i giorni TUTTE possiamo dare il nostro contributo, senza distinzione di classe sociale nazionalità e tipo di studi... elaborando progetti, sostenendo quelle donne che si sentono pronte e preparate ad affrontare in prima persona LA POLITICA, quella dei discorsi dei convegni delle elezioni e delle istituzioni dedicandovi il loro tempo ed impegno. Per una donna che entra nella stanza dei bottoni centinaia di altre possono sostenerla con le loro proposte. Non mi ritengo preparata ad affrontare la cosiddetta stanza dei bottoni ma posso lavorare insieme a tante altre ed essere d'aiuto a quelle donne che hanno le capacità la grinta e la voglia di farlo.
Di esempi al femminile che abbiano ricoperto ruoli istituzionali importanti a dir la verità non ne abbiamo molti soprattutto non negli ultimi anni ma donne veramente preparate ce ne sono tantissime e sconosciute che se giustamente motivate se ostenute potrebbero farcela ma non potranno mai fare passi avanti nella politica finché le decisioni saranno appannaggio degli uomini politici. Cominciamo anche noi a parlare e fare politica, ne siamo capaci non continuiamo a nascondiamoci dietro frasi fatte... dimostriamo cosa realmente siamo in grado di fare, se iniziamo subito prepareremo le nostre figlie e nipoti a non temere più la POLITICA e ad essere le protagoniste del proprio futuro.
Forza... rimbocchiamoci le maniche ed affrontiamo anche quei discorsi che ci ostiniamo a definire tanto lontani da noi e che sono invece parte dominante della nostra vita quotidiana.
Immaginate solo per un attimo qualche giorno di sciopero... VERO... di TUTTE le donne... operaie, casalinghe, professioniste... al secondo giorno saremmo nel caos.
Immaginate ora un terzo di quelle stesse donne che si impegnino occupandosi  di politica! 

giovedì 8 marzo 2012

8 marzo...

Quali parole, quali immagini possono raccontare la Donna.
Ieri, oggi...
















... e domani?


dipenderà solo da noi far nascere e crescere una Donna che possa essere vera interprete di sé stessa, coi suoi pregi ed i suoi difetti (e ne abbiamo tanti), insegnando finalmente fin da piccoli ai nostri figli, bimbe e bimbi, cosa siano il rispetto la dignità la collaborazione, facendo tesoro degli errori fatti crescendo e cercando quella libertà negata ancora oggi.
Non è peccato né disonore ammetterlo... e questo sarà la nostra forza! 

Col cuore con la mente con tutta me stessa l'augurio a tutte le Donne di ieri di oggi e di domani, per l'8 marzo!