giovedì 25 dicembre 2008

Auguri

Buon Natale!
a tutti voi, amici conoscenti
o ospiti capitati qui per caso,
Tanti auguri
ernesta

lunedì 15 dicembre 2008

Ma da chi siamo governati?

Ieri ho ricevuto questa notizia via mail da un amico, avrei voluto commentarla subito ma per vari motivi non ce l'ho fatta e così eccomi qua... giusto giusto sopra quella della fregatura straordinari...
Ma torniamo a questa.

Il topo di Montecitorio fa sparire un visone
MARIA CORBI
ROMA
Denuncia di una onorevole

La prima domanda è: come è venuto in mente all'ex onorevole Elisa Pozza Tasca di indossare una pelliccia di visone? La seconda è: a chi può essere venuto in mente di rubarla? Assodato che l'ex parlamentare è una delle due donne che in Europa ancora portano il visone, bisogna capire chi è l'altra, e chi nei saloni austeri di Montecitorio si aggiri come Pietro Gambadilegno ad alleggerire chiunque abbia la distrazione di abbandonare qualche oggetto. Insomma è caccia grossa alla talpa che da anni scorrazza indisturbata per il Transatlantico, le commissioni, i corridoi ma anche gli uffici postali e la Banca. Tanto che nel 2003 Pierferdinando Casini decise di fare incatenare gli oltre 2000 computer. Non si sa mai. E ora è toccato alla pelliccia di Elisa Pozza Tasca, ex deputata e presidente della Associazione Penelope onlus che si occupa delle persone scomparse in Italia. I casi della vita. Adesso a scomparire è stato un animale, il suo, defunto e di ottimo taglio: «Era un visone beige chiaro, del valore di circa 6000 euro», ha denunciato all'Ispettorato di Pubblica Sicurezza della Camera dei Deputati la afflitta signora, che al momento del fattaccio, giovedì pomeriggio, si trovava nell'agenzia di viaggi interna al Palazzo. Al Servizio Sicurezza ed al Collegio dei Questori di Montecitorio è arrivata in tutti gli stati: «E' un fatto grave che dentro al Palazzo della legalità circolino liberamente ladri mentre l'accesso dovrebbe essere consentito solo a deputati, funzionari, giornalisti e persone comunque accreditate. E' una escalation che va fermata e mi auguro che la Camera vada a fondo ed indaghi, su questo come su altri furti. Bisogna prendere atto che queste cose avvengono, provvedere perché non succedano e pensare anche ad un risarcimento per chi subisce il danno». Neanche un dubbio sul fatto che forse il colpevole possa trovarsi proprio nelle categorie da lei elencate. Mentre su Internet è facile ironia: «Adesso rubano anche a casa loro». Ma questa è un'altra storia. Rimane il giallo e la caccia continua. Anche perché solo il 2008 ha visto ben 26 furti denunciati dentro il Palazzo e molti altri non denunciati. «Perché - spiega un commesso - qui basta lasciare una penna per non ritrovarla più. E anche di portafogli ne spariscono parecchi». Un noto giornalista ricorda che gli è bastato dimenticare in bagno cinque minuti il telefonino per dirgli addio. «E quando sono andato alla polizia interna a fare la denuncia, il poliziotto mi a detto: "Dottò io neanche quando stavo alla narcotici ho visto le cose che vedo qua”». Ne sa qualcosa la giornalista che ad ottobre, in occasione dell’elezione di Giuseppe Frigo alla Corte Costituzionale, quando sia senatori che deputati bivaccano in Transatlantico, si è vista sfilare il portafoglio dalla borsa lasciata su un divanetto. Stessa storia, cappotto e borsa appoggiate sul divanetto, per il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che non voleva crederci e ha aspettato a lungo che qualcuno tornasse e gli dicesse: «Ci scusi è stato uno sbaglio». Ma non si è visto nessuno. Come nessuno è tornato con il cappotto di cachemire di Paolo Buonaiuti, anni fa, furto che fece quasi piangere Silvio Berlusconi. «Ho aspettato pensando a un errore o a uno scambio» ha spiegato Rotondi, «ma poi ho denunciato la cosa. Non erano oggetti di pregio, anzi, ma in tasca avevo le chiavi delle mie varie case, me le porto sempre dietro, e nella borsa c’erano dei documenti, sia pure non importanti». E due mesi prima, in pieno agosto, la talpa era entrata anche negli uffici del gruppo Udc scassinando cassetti e portandosi via il computer del deputato Angelo Compagnon. Adesso il visone per cui la Pozza Tasca invoca la caccia al ladro e soprattutto le telecamere da installare dentro il Palazzo, possibilità sempre rifiutata dagli onorevoli preoccupati della privacy. Tanto loro un risarcimento lo hanno comunque, 600 euro che vengono corrisposti sulla parola. E così fioccano le denunce: penne cellulari, iPod e perfino navigatori. Perché si sa, nella politica è sempre meglio navigare sicuri.
Da La Stampa


Durante le interminabili sedute a camere riunite per l'elezione del presidente della commissione di vigilanza Rai, sono rimasta colpita da una immagine che si ripeteva ad ogni chiamata.... vedevo le signore parlamentari scendere dai loro seggi, dove sarebbero tornate da lì a poco, ed andare verso le postazioni per il voto...con tanto di borsetta.... cavoli, mi sono detta, ma... quell'ambiente non dovrebbe essere l'espressione massima di onestà sicurezza e correttezza?
Perché non lasciavano la borsa nelle loro postazioni se ci dovevano tornare?
Se io vado a casa di amici o con loro a mangiare una pizza e mi devo allontanare dal tavolo, la borsa la lascio lì sulla sedia non me la porto dietro (a meno che non contenga cose che mi servono) che bizzarria... possibile che lì dentro non si fidino gli uni degli altri?
Dopo questo articolo ho avuto la risposta.
Ma dico io... da chi siamo governati se succedono queste cose?
Riempiono l'Italia di telecamere per la "nostra" sicurezza e là, dove le telecamere non dovrebbero nemmeno essere immaginate, servirebbero?
Come posso fidarmi (ammesso che prima mi fidassi) di persone che dovrebbero pensare a costruire il mio vivere quotidiano il mio futuro e fare il mio interesse, ed invece sembra abbiano le mani lunghe anche con gli stessi colleghi con cui vivono a stretto contatto da anni, come posso pensare che là vi lavori personale non controllato ed a prova di onestà e serietà... a questo punto mi vien da pensare che da lì potrebbero uscire anche notizie riservate sulla sicurezza nazionale... o entrare persone estranee a far danni...
Sono sconcertata, 630 persone più gli addetti... non entra un estraneo se non con permessi e controlli severi e sparirscono pelliccia cappotti o portafogli?
Lo scherzo, la goliardata ci può stare ma se gli oggetti alla fine non saltano fuori qualche colpevole deve pur esserci! ed una volta trovato... fuori a calci nel c**o e a suon di fanfara che tutti sappiano chi è o chi sono non alla chetichella come se nulla fosse... che sia stato eletto...(ma da chi?? da chi ha goduto dell'indulto?) o che sia stato assunto.
PARLAMENTO PULITO..... IN TUTTI I SENSI!!!

E' arrivato Natale.....con i "SUOI" regali

Ho preparato una pagina natalizia con tanto di musica in tema sperando di arrivare indenne almeno fino all'Epifania... mo' come potevo anche solo illudermi che fosse realtà??

Leggendo come sempre le notizie di "prima bocca" ho scoperto la.....una delle chicche di Natale che ci hanno preparato:

Ancora una volta complimenti a questo governo!

La legge che ha introdotto in via di sperimentazione la tassazione secca del 10% sugli straordinari per i lavoratori dipendenti con meno di 30mila euro di imponibile scadrà il 31 dicembre 2008 e non è stata prorogata, se non per i premi di produttività. Per altro si può parlare di fallimento di questo provvedimento, sbandierato dal punto di vista mediatico come una delle più significative misure economiche di questo governo. A tale strumento si è fatto ricorso in pochi casi e non poteva essere diversamente, data la crisi generalizzata della nostra economia. Ciò che tuttavia resta ora e per il futuro è che per finanziare la detassazione degli straordinari era stata abolita la norma che permetteva di erogare liberalità ai propri dipendenti, anche sotto forma di beni o servizi, in occasione di festività o ricorrenze, in esenzione d’imposta e di contributi fino a 258,23 euro all’anno. Continua a leggere "Tasse di Natale"

Cari miei... mi sa che da quest'anno il panettone e men che meno la "mancia" di Natale (quando c'era) ce li scorderemo... Grazie governo, un'altra bella porcata!!!..a quando la prossima?

Che debba cambiare la musica di sottofondo che mal si sposa con l'animo che mi ritrovo??

lunedì 1 dicembre 2008

Per ridere.. o almeno sorridere

... se non ci fosse da piangere!!!
Da molto tempo, prima ancora che inventassero quei costosi giocattolini per "allenare la mente", mi piace leggere e divertirmi con La Settimana Enigmistica.
Devo dire che nel tempo ho maturato la convinzione che non è solo una rivista d'intrattenimento perché nelle sue vignette, spesso, c'è tanta realtà ......

e...... informazione ...
Meglio di tanti giornali che la verità non la diranno mai... :-))) Direi che i miei soldini sono spesi bene!

sabato 29 novembre 2008


Poco fa girovagando ho trovato questa notizia:
Reuters - da 7 ore 50 minuti
ROMA (Reuters) - Non si può dire con certezza che un bambino rom di quattro anni, sorpreso a chiedere l'elemosina al fianco della madre, sia stato ridotto in schiavitù, perché la mendicità è molto radicata nella cultura di alcune "comunità etniche", pertanto il confine tra autorità del genitore e abuso è piuttosto labile.
Così la quinta sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza di condanna della Corte d'appello di Napoli, che aveva condannato lo scorso gennaio a cinque anni di reclusione una donna per riduzione in schiavitù del figlio di quattro anni, sorpreso a tendere la mano ai passanti per alcune ore con lei accanto.
La suprema corte ha rinviato il caso a nuova decisione, chiedendo ai prossimi giudici d'appello di prendere in esame soltanto il reato di maltrattamenti in famiglia, che prevede una pena inferiore ai cinque anni, riferiscono fonti giudiziarie.
La Cassazione "invita a prestare attenzione alle situazioni reali e a non criminalizzare condotte che rientrino nella tradizione culturale di un popolo", ha scritto nella sentenza.
Secondo i giudici non si può escludere a priori che il reato di riduzione in schiavitù o servitù possa configurarsi anche a carico di un genitore che impieghi i figli nell'accattonaggio, ma tutto questo però deve avvenire "con abuso di autorità o approfittamento di una situazione di inferiorità fisica o psichica".
In alcune comunità etniche la richiesta di elemosina costituisce una condizione di vita tradizionale molto radicata nella cultura e mentalità di tali popolazioni". Da questo si deduce che "il confine tra l'uso legittimo dell'autorità e l'abuso appare piuttosto labile".


In effetti ciò che per noi e la nostra cultura può sembrare sbagliato per altri popoli invece è normale vita quotidiana e non concepiscono che possa invece essere non fattibile qui.
Al di là di questo rimane comunque il fatto che il luogo dove deve stare un bimbo di quattro anni non è certo la strada e che la sua attività principale dovrebbe essere quella di crescere giocando, questo ai bambini di tutto il mondo dovrebbe essere garantito ed assicurato sempre.
Questa notizia mi ha fatto tornare indietro nel tempo, a tanti anni fa quando anche in Italia era “normale” che bambini e bambine di 12 – 13 anni andassero a lavorare in fabbrica e bambini ancora più piccoli lavorassero in campagna.
Era la prassi o scuola o lavoro e siccome per la stragrande maggioranza delle famiglie di soldi ce n’erano pochini, terminata la 5° elementare (se non la 3°) si andava a lavorare, non ci si domandava se era giusto o sbagliato... era così nonostante la legge vietasse l’assunzione prima dei 14 o 15 anni.
Tra questi c'ero anch’io, terminate le elementari alla domanda se volevo continuare la scuola risposi di no ... non mi piaceva studiare e poi se non ce l’avessi fatta e la mia famiglia avesse “buttato” via i soldi spesi per me?... meglio andare a lavorare.

Per qualche mese lavorai in una sartoria per abiti da uomo, attaccavo i bottoni alle giacche e la maestra mi sgridava perché diceva che i bottoni si dovevano staccare prima che la giacca fosse vecchia, poi mi insegnarono ad usare la macchina per fare il sorfilo ai pantaloni ma spesso sbagliavo tagliando il tessuto e così il sarto si arrabbiava perché era costretto a modificare quei pantaloni ed usarli per una o due taglie inferiori.
Mi misero a fare gli orli, sempre a macchina... andava un pochino meglio, anche se non sempre riuscivo a regolare il punto della macchina e si vedeva il filo sul dritto della stoffa.. altre sgridate... Un brutto giorno arrivai come al solito e trovai una grande confusione... carabinieri, ambulanza, gente che piangeva... il titolare si era suicidato e lo avevano appena ritrovato, così insieme alla sua vita terminò anche il mio primo lavoro.
Dopo poco tempo la seconda esperienza, forse di un mese, la feci in una lavanderia dove lavorava mio zio e che trattava ristoranti ed alberghi, gli accordi erano che avrei dovuto solo rispondere al telefono ma un giorno mentre mio zio era fuori per le consegne, mi fecero entrare in una grande vasca in cemento dove venivano buttati i sacchetti dei detersivi e da lì dovevo tirarli fuori.
Era estate ed il caldo con l’umidità creata da tutti quei sacchetti bagnati e l’odore fortissimo dei detersivi mi fecero stare male mi tirarono fuori e rianimarono, al ritorno mio zio lo venne a sapere litigò con il titolare e non volle più che andassi lì.

Cominciai a chiedere soprattutto nelle varie piccole aziende che si occupavano del tessile se avevano bisogno di operaie imbrogliando sull'età e, pensando di imbrogliare meglio, anziché l'età davo la data di nascita... solo che invece di dire 1952 dicevo 1954 e mi dicevano di ripassare un paio d'anni dopo.
Arrivò la terza esperienza lavorativa in un’officina metalmeccanica, avevo tredici anni o poco più, era il 2 novembre... perché ricordo così bene la data? perché gli operai scherzavano dicendo che avevo scelto proprio il giorno dei morti per iniziare a lavorare.
Mi piaceva lavorare lì c’erano ragazzi poco più grandi di me, io ero in magazzino e mettevo i prodotti nella scatole, le donne mi trattavano come la “piccolina” e gli operai dell’officina mi schernivano un po’ perché ero mingherlina così non perdevo occasione di dimostrare che ero forte come loro nel sollevare scatole di 50 kg... quanto ero “bambina”... giocavo lavorando... o lavoravo giocando...
Lavorai lì finché non decisi di fare l’infermiera, andai a scuola e recuperai lavorando di giorno e studiando la sera, presi il diploma di terza media, frequentai la scuola per infermieri e presentai domanda di assunzione in ospedale.... ed un primo gennaio, mentre tanti miei coetanei dormivano dopo aver festeggiato l'arrivo del nuovo anno, alle sette del mattino iniziai quella che rimase la mia professione fino al giorno della pensione.
Non mi domandai mai se fosse giusto o sbagliato andare a lavorare così piccola e contribuire alla vita della famiglia... ci andai, perché così era.. così si faceva e quando in azienda arrivavano i controlli della Finanza scappavo a nascondermi nei bagni o su in alto, su una pila di scatoloni... perché essere lì, per me era illegale!

venerdì 28 novembre 2008

E' arrivata la neve

Per la seconda volta in pochi giorni è arrivata la neve, ma oggi è molto più abbondante continua ininterrottamente da questa notte, inizialmente era molto pesante e quindi ha formato uno strato di classica "puciacca" ma ora sono fiocchi leggeri e grossi che stanno ricoprendo strade campi e tetti di un candido manto bianco.
E mentre fuori nevica...

...in casa...

Certo per chi è fuori casa, per chi per forza deve uscire una giornata così è da mani nei capelli... Dicono che continuerà per tutto il fine settimana e probabilmente anche nei giorni successivi il rischio neve è alto.... che abbia intenzione di ripetere la copiosa nevicata dell'inverno 1985/86? Ricordate quanta neve venne giù?

Spero solo che non porti oltre ai disagi tipici delle nevicate altri disastri per incuria e cattiva manutenzione delle strutture e dell'ambiente... Non voglio pensarci, adesso voglio godermi il caldo del mio camino guardando fuori dalla finestra la neve che svolazzando cade lenta depositandosi in una bianca coperta che ricopre tutto quanto.

sul Pozzo Dei Pezzi Pazzi


Anche quest'anno, in collaborazione con njara.it, abbiamo ripreso l'iniziativa di Natale 2008 che quest'anno si chiama "Un sorriso... per Natale!!" E' aperta a tutte, anche se non avete un sito o un blog ma vi piace l'idea di partecipare. Dovrete preparare una piccola tag da 150 x 150 dove dovrà esserci anche la scritta "Un sorriso.. per Natale!!" oltre quella del vostro sito e/o il vostro nome. Qui potete vedere di cosa si trattahttp://www.ilpozzodeipezzipazzi.it/sorriso_per_natale.htm

Se poi non avete un programma di grafica o non lo sapete usare o non avete tempo per realizzare la piccola tag basta dirlo e la realizzo volentieri io per voi, sul mio sito trovate tutte le informazioni per aderire,
C'è ancora tempo per farlo... perché la scadenza non c'è ma il bello è esserci per Natale.
Vi va di esserci insieme a me e a tante altre amiche?
ernesta